(trieste by day con sole di cotone)


passo di stanza in stanza

chiedendomi dove sono finiti

gli slip dell’anno scorso.

mangio uno yogurt mentre alla radio

danno l’ouverture di Bach.

tutti sappiamo più di quello che fingiamo di sapere

e vorremo vivere a Malibu con il culo al caldo.

per ora ascolto un’orchestra sinfonica

che è più di quanto si possa sperare,

intanto gli slip non si trovano.

nel giardino di fronte

la famiglia cuore

cerca i pezzi della piscina smontabile

e accende il barbecue per riempire il cielo di maiale arrosto.

anche loro non trovano qualcosa ma hanno

tutte le mutande al loro posto.

è un quadro orribile

ma è una storia bellissima


(da L’inverso ritrovato, Lietocolle 2003)

(inedito)

Fuori è la calura del giorno,

soprattutto a Ponte rosso,

dove la cavalleria non esce

da un’armatura di Milano,

ageminata, lucidissima sotto la visiera.

Una slovena invade una colonna

a spirale, ha occhi di bistro e una breccia

sfatta sulla gonna. Un grand’uomo

va in pezzi, deve venire da molto in alto

come un libro che si tenga a galla.



...

















(da l'inverso ritrovato)

da "Orchestra" Lietocolle 2007

Non che me ne importi molto, ma alle

dieci di sera, alle tre, alle quattro del pomeriggio

arrivava sempre gente un po’ speciale.

Nell’ufficio, intonacato di nuovo,

con la voce di grondaia li sentivo

fare conti, li sentivo singhiozzare

la cena, così, di colpo, nessuno

se lo aspettava, oppure la versione malattia, quante

cose difficili da nominare, alla fine,

si capisce, è stato meglio, non c’era terapia.

Ma io dico che da qui, da questo preciso spazio

non ce n’è uno che parli davvero, che queste

cose succedono agli altri, negli intervalli

più soffocati, quasi invisibili, il cuoco,

l’impiegato, il suicida, il povero diavolo

con due figli da crescere. Ce n’è una schiera

tutti i giorni di gente che non sa con chi stare,

da che parte ci tirano le ombre, se bisogna vivere

con i vivi o con i morti.